Retroscena politico
Retroscena di Palazzo: la maggioranza cerca l'intesa sul fisco
Vertici di coalizione e tensioni sui tempi del decreto
Il pacchetto fiscale che dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri nelle prossime settimane nasconde un negoziato che si sta consumando lontano dalle telecamere. Le dichiarazioni ufficiali parlano di intesa vicina, ma nei corridoi dei ministeri economici i tecnici lavorano ancora su tre capitoli aperti: le aliquote per i redditi medi, il finanziamento del taglio del cuneo e le coperture individuate con tagli di spesa.
La distanza più evidente riguarda la fascia di reddito tra i 28mila e i 50mila euro lordi, quella su cui si concentra la discussione sulle aliquote intermedie. Una parte della coalizione spinge per un intervento che renda visibile il beneficio già nella prima busta paga utile, mentre l'altra frena per non comprimere il gettito nei mesi finali dell'anno. Il nodo non è tecnico soltanto: è politico, perché tocca la platea che i partiti considerano decisiva per il consenso.
Sul taglio del cuneo contributivo il confronto è più silenzioso ma altrettanto teso. La misura ha un costo che va coperto stabilmente, non solo per l'anno in corso, e questo riporta sul tavolo la questione delle risorse. I tecnici del ministero dell'Economia hanno consegnato ai partiti una serie di scenari con diverse combinazioni di copertura, tutti accomunati da un elemento: senza un intervento sui capitoli di spesa, lo spazio di manovra resta limitato.
È qui che si inserisce il terzo fronte, quello dei tagli. Le voci individuate riguardano principalmente revisioni di programmi pluriennali e riallocazioni tra missioni di spesa, ma ogni voce ha una ricaduta su un ministero e quindi su un pezzo della coalizione. Alcune delle misure allo studio erano già state rinviate in passato proprio per la resistenza dei dicasteri coinvolti.
L'obiettivo dichiarato è arrivare a un testo chiuso prima dell'esame parlamentare, evitando quella raffica di emendamenti che nelle precedenti occasioni ha allungato i tempi e modificato l'impianto originario. Per questo i vertici di coalizione hanno calendarizzato una serie di incontri ristretti, con la consegna ai gruppi di non aprire pubblicamente sui singoli punti finché la sintesi non sarà definita.
Il rischio che i tecnici stanno cercando di scongiurare è il rinvio. Se il decreto slittasse oltre la finestra prevista, l'intera manovra finirebbe a ridosso della sessione di bilancio, con il risultato di sovrapporre due passaggi delicati e di ridurre ulteriormente i margini di trattativa. Una parte della maggioranza considera questo scenario il vero problema, più delle singole misure in discussione.
Nelle prossime ore è previsto un nuovo vertice tra i responsabili economici dei partiti. Da lì si capirà se la sintesi è a portata di mano o se il negoziato entrerà in una fase più lunga, con il pacchetto fiscale destinato a diventare il banco di prova della tenuta della coalizione prima dell'autunno.