Prima di pubblicare un dispaccio o un'inchiesta, la redazione applica le stesse regole a ogni articolo. Le riportiamo qui perché chi ci legge possa valutare con quali criteri trattiamo le notizie di attualità parlamentare e le decisioni del governo.
Atti parlamentari, resoconti stenografici, decreti pubblicati in Gazzetta e comunicati ufficiali di Palazzo Chigi e dei ministeri. Quando una notizia nasce da una fonte riservata, la attribuiamo come tale e la incrociamo con almeno un documento verificabile.
Il pezzo di cronaca riferisce i fatti con i tempi e i soggetti che li hanno prodotti. L'editoriale porta una tesi firmata. Le due cose non si mescolano nello stesso testo: se un'opinione entra in un articolo di cronaca, è segnalata come tale.
Un retroscena non è una notizia confermata. Lo pubblichiamo solo quando almeno due fonti indipendenti lo riferiscono e lo etichettiamo con la dicitura "indiscrezione". Se in seguito viene smentito, aggiorniamo il pezzo e lo annotiamo in calce.
Un errore pubblicato resta visibile con la rettifica accanto. Non cancelliamo il testo originale: aggiungiamo in fondo la data, l'ora e il contenuto della correzione, così il lettore può ricostruire cosa è cambiato.
I dispacci dell'ultima ora vengono aggiornati durante la giornata. Gli approfondimenti sulle riforme istituzionali seguono l'iter in commissione e in aula, con revisione del testo a ogni passaggio parlamentare rilevante.
Non pubblichiamo sondaggi senza scheda metodologica, non attribuiamo dichiarazioni a fonti anonime senza motivare l'anonimato, non usiamo titoli che anticipano conclusioni non sostenute dal testo dell'articolo.
Dubbi su un articolo specifico o segnalazioni di imprecisioni: scrivere a info@bigbackcinnamonrolls.com oppure telefonare al +25 321 27 55 3989. La redazione risponde entro i tempi di lavorazione della giornata.
Non raccogliamo complimenti di cortesia. Qui trovano spazio le segnalazioni di lettori, funzionari, addetti ai lavori e colleghi che hanno verificato sul campo come lavoriamo: dispacci, inchieste, retroscena parlamentari. Ogni giudizio è legato a un episodio concreto, a una notizia seguita dall'inizio alla fine, a una correzione pubblicata quando serviva.
Ho seguito per settimane la vicenda dei livelli essenziali sulle Regioni. La ricostruzione dei criteri di calcolo era chiara, con i numeri citati uno per uno e le fonti indicate. Quando un passaggio è stato corretto, la rettifica è arrivata in fondo all'articolo senza sparire dopo qualche ora.
Lavoro in un gruppo parlamentare e leggo il vostro dispaccio del mattino prima delle riunioni. Il pezzo sul negoziato fiscale tra i partiti di maggioranza riportava i tempi tecnici del decreto e i nodi sulle coperture senza inventare retroscena. È il tipo di cronaca che serve a chi deve muoversi in aula, non a chi cerca solo il titolo.
Sulla riforma del premierato avevo letto di tutto. Qui ho trovato un'analisi procedurale che distingueva tra elezione diretta, poteri di scioglimento e ruolo del capo dello Stato nella nomina dei ministri. Nessuna semplificazione, nessuna forzatura. Ho condiviso il pezzo con due colleghi di dipartimento.
Seguo l'attualità parlamentare da trent'anni e riconosco quando un giornale lavora sui documenti e quando lavora sulle voci. Le vostre inchieste sui retroscena di Palazzo partono dai testi depositati, dalle audizioni, dai calendari dei lavori. Si vede la differenza nel modo in cui sono scritti i passaggi tecnici.
Ci siamo rivolti alla redazione per una verifica su un emendamento che circolava in copia. La risposta è arrivata con il riferimento al testo originale e alla seduta in cui era stato discusso. Non hanno confermato nulla che non potessero mostrare. Per un ufficio stampa è esattamente quello che serve.